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Vino nuovo in otri nuovi

 Vini nuovi otri nuovi

otri

«lo stile del Vangelo è uno stile che porta alla pienezza la legge in un modo nuovo: è il vino nuovo, in otri nuovi»...

«La Chiesa chiede a tutti noi alcuni cambiamenti. Ci chiede di lasciare da parte le strutture caduche; non servono». Spazio invece alla «legge delle beatitudini», alla «gioia» e alla «libertà che ci porta la novità del Vangelo» [...]. 

I cristiani fermi al «si è fatto sempre così» hanno un cuore chiuso alle sorprese dello Spirito Santo e non arriveranno mai alla pienezza della verità perché sono idolatri e ribelli. Questo il pensiero di papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata lunedì mattina a Santa Marta.
Il Papa prende spunto dall’episodio evangelico nel quale i dottori della legge rimproverano a Gesù che i suoi discepoli non digiunano come finora si era sempre fatto. E Gesù risponde “con questo principio di vita”: «Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore; e nessuno versa vino nuovo in altri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».Cosa significa questo? Che cambia la legge?, si è chiesto il Papa. «No! Che la legge è al servizio dell’uomo che è al serv
papa Francescoizio di Dio e per questo l’uomo deve avere il cuore aperto», ha detto il Pontefice. «Il “sempre è stato fatto così” è cuore chiuso e Gesù ci ha detto: “Vi invierò lo Spirito Santo e Lui vi condurrà fino alla piena verità’”. Se tu hai il cuore chiuso alla novità dello Spirito, mai arriverai alla piena verità! E la tua vita cristiana sarà una vita metà e metà, una vita rattoppata, rammendata di cose nuove, ma su una struttura che non è aperta alla voce del Signore.  Un cuore chiuso, perché non sei capace di cambiare gli otri”».
Questo – ha sottolineato ancora il Papa - è stato il peccato del re Saul, per il quale è stato rigettato. «È il peccato di tanti cristiani che si aggrappano a quello che sempre è stato fatto e non lasciano cambiare gli otri. E finiscono con una vita a metà, rattoppata, rammendata, senza senso». Il peccato “è un cuore chiuso” che “non ascolta la voce del Signore, che non è aperto alla novità del Signore, allo Spirito che sempre ci sorprende”.
La ribellione – dice Samuele – è “peccato di divinazione” l’ostinazione è idolatria: «I cristiani ostinati nel “sempre è stato fatto così”, “questo è il cammino, questa è la strada”, peccano: peccano di divinazione. È come se andassero dalla indovina: “È  più importante quello che è stato detto e che non cambia; quello che sento io – da me e dal mio cuore chiuso – che la Parola del Signore”. È anche peccato di idolatria l’ostinazione: il cristiano che si ostina, pecca! Pecca di idolatria. ‘E qual è la strada, Padre?’: aprire il cuore allo Spirito Santo, discernere qual è la volontà di Dio».
Il Papa ha concluso avvertendo che anche le abitudini devono rinnovarsi: «Questo», ha detto, «è il messaggio che oggi ci dà la Chiesa. Questo è quello che Gesù dice tanto forte: “Vino nuovo in otri nuovi”. Alle novità dello Spirito, alle sorprese di Dio anche le abitudini devono rinnovarsi. Che il Signore ci dia la grazia di un cuore aperto, di un cuore aperto alla voce dello Spirito, che sappia discernere quello che non deve cambiare più, perché fondamento, da quello che deve cambiare per poter ricevere la novità dello Spirito Santo». (Cfr. Omelia di Papa Francesco a Santa Marta - 18 gennaio 2016).

 
 
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